TRENO… " NON E’ BELLO CIò CHE E’ BELLO MA E’ BELLO CIò CHE PIACE"

Partorire , convinta, dei brutti versi
di quelli davvero schifosi
con vermi grassocci e giallastri
che si insinuano fra le lettere,
entrano in una "o" per passare
striscianti, su una "m" con percorso a gincana;
innalzarsi su una "l", prendere il volo su una "i"
e ricadere raccolti vergognosamente
in una "g", roteare in una "r",
simile ad un "8" volante e fermarsi
più sotto, su un accento circonflesso,
sdraiati mollemente con testa in giù.
E alla fine del percorso,
quel verme mangiarsi incurante
ogni lettera e riuscire a digerirla
con noncuranza.

P.S: diceva mia nonna, forse per consolare, "anche il brutto ha il suo bello"…ma… 😦

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