TRENO…(continuazione)…MA…?

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Va béh, però…

non c’è la chiavetta per regolare gli attacchi

e i pattini sono inadatti.

Le scarpe da ginnastica, a questo punto,

non le ricerco nemmeno più.

Correrò scalza, in riva al mare,

sulla sabbia fine, umida e fresca,

al rumore della risacca

osservando la linea di confine

che mescola le luci della costa con le luci stellate

del firmamento in un turbinio di intermittenze:

le mie intermittenze del cuore…

.

Sì, sì, però…

che ci faceva un riccio sulla spiaggia?

Uscito dall’acqua buia e salmastra di un fondale scoglioso…

forse per trovar riposo?

E proprio lì doveva transitare?

E sotto il mio piede doveva sostare?

Ho ben compreso.

Me ne starò qui, ferma a pensare,

ma con la mente che continua a sognare

in un viaggo senza spazio e senza tempo,

indescrivibile ed imponderabile

come lo scorrere del vento,

senza pretese di una qualsiasi conclusione,

senza meta definita

ma che si plasma sul mutare della vita…

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