TRENO…CON FILI

L’ARTE DEL RAMMENDO

E’ un’arte il rammendare

paziente arte da certosini d’altri tempi

da ricamatrici provette e banali

dotate di scarsa inventiva, ma di straordinaria tecnica.

Si scelgono i colori, i fili e il vario spessore,

si tasta la trama dell’ordito, si osserva in controluce,

 al dritto e al rovescio

e si valuta…

anche lo spessore dell’ago ha la sua importanza

non troppo fine perchè la cruna non conterrebbe il filo

non troppo grosso perchè provocherebbe buchi nella stoffa

e si pensa…

prima di ogni punto sottile e minuto dell’ago esperto

prima di ogni filo teso con maestria,

non così teso, non così lento..

e si osserva…

non si è avari sul tempo

non si noterà alla fine il tempo speso

ma si guarderà il lavoro compiuto

e si ammira…

sorprese, un po’ stupite, quando il lavoro è ben riuscito

di non vedere buchi, di non notare ferite aperte,

o sanguinanti, ma un rammendo perfetto…

lembi ricuciti a perfezione

invisibili ad occhi esterni

ma ben noti a chi ha eseguito il lavoro.

E gli occhi della ricamatrice si fermano solo lì,

dove il lavoro è stato eseguito,

trepidanti nel valutare lo spessore della stoffa

vicino ai lati del rammendo…per vedere se "tiene".

Il difficile è invece valutare se sia meglio rammendare,

e quanto rammendare, o tessere una tela nuova!

…ma questo non è già più quell’arte…

.

P.S:..tu rammendi?…e quanto rammendi? :-))

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