TRENO…CHE… RICORDA 

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A  MIO  PADRE

Tu non sai per quante notti

 ho seguito il tuo respiro

affannoso e lento…

ho sincronizzato il mio al tuo respiro

per sapere come stavi e , forse, a che pensavi.

Fino a quello sempre più lungo

sempre più lungo

interminabile respiro

quando eravamo solo tu, io

e lei, invisibile lei,

quando per la prima volta

ti ho chiamato  per nome

piano, solo per nome,

con il cuore che mi stava scoppiando

perchè in quell’ultimo respiro

non riuscivo più a seguirti…

troppo lungo per me, troppo lungo per me ormai.

E ti ho coccolato come un figlio.

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P.S:…prima , molto  prima che venisse istituita la Giornata della Memoria, 27 gennaio, il tuo corpo era ai miei occhi un Auschwitz  vivente…la mia reliquia vivente…eppure eri riuscito a tornare vivo dal conflitto, dopo faticosa prigionia, pur non ebreo, così mi raccontavi da bambina…ma la vita è beffarda…

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